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Introduzione: il trattamento conservativo dell’osteoartrite del ginocchio (OA) punta a rallentare la degenerazione della cartilagine; i condroprotettori rappresentano un valido approccio in questo senso. Nello studio è stato usato un integratore alimentare disponibile in commercio, CartiJoint Forte, che contiene glucosammina cloridrato (GH), condroitina solfato (CS) e Bio-Curcumin BCM-95®.
Obiettivo: l’obiettivo dello studio è valutare l’efficacia e la sicurezza di CartiJoint Forte abbinato a una terapia fisica nel trattamento di soggetti affetti da OA del ginocchio.
Progettazione: studio clinico multicentrico, prospettico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo.
Setting: pazienti ambulatoriali inviati ai Dipartimenti di riabilitazione dei due Ospedali universitari.
Popolazione: cinquantatré pazienti sono stati assegnati in modo casuale a un gruppo sperimentale (N=26) o a un gruppo di controllo (N=27). I soggetti del gruppo sperimentale hanno ricevuto due compresse di CartiJoint Forte al giorno per 8 settimane, mentre quelli del gruppo di controllo hanno ricevuto un placebo. Tre soggetti hanno abbandonato durante lo svolgimento dello studio.
Metodi: nel corso dello studio entrambi i gruppi hanno ricevuto 20 sessioni di terapia fisica. L’outcome primario era l’intensità di dolore, misurata sia in movimento sia a riposo, utilizzando la Scala Analogica Visiva (VAS). Un outcome secondario era la valutazione della funzionalità del ginocchio tramite l’indice WOMAC (Western Ontario and McMaster Universities Arthritis Index) e l’indice Lequesne, il ROM articolare del ginocchio e due marcatori di infiammazione (proteina C-reattiva e velocità di sedimentazione eritrocitaria). Ciascuna valutazione è stata effettuata al basale (T0), a 8 settimane (T1) e a 12 settimane (T2).
Risultati: si è riscontrata una riduzione della VAS a riposo tra T0 e T1, e tra T0 e T2 (F=13.712; P=0.0001), senza differenze tra i gruppi (F=1.724; P=0.191). La VAS in movimento ha rivelato una significativa interazione di “gruppo x tempo” (F=2.491; P=0.032), con un effetto di riduzione della VAS crescente nel tempo (F=17.748; P=0.0001). Questo dato era più pronunciato nel gruppo sperimentale a 8 settimane (F=3.437; P=0.045). L’indice Lequesne ha mostrato una riduzione al T1 e T2 rispetto al T0 (F=9.535; P=0.0001), unitamente a un effetto di gruppo, dato che al T2 il gruppo sperimentale presentava un punteggio inferiore (F=7.091; P=0.009). Non sono stati riscontrati cambiamenti significativi nella ROM articolare del ginocchio e nei marcatori di infiammazione.
Conclusione: CartiJoint Forte, in abbinamento alla terapia fisica, può migliorare il dolore e contribuire a migliorare il punteggio algofunzionale nei pazienti affetti da OA.
Impatto clinico sulla riabilitazione: il trattamento della OA del ginocchio con curcuminoidi più glicosamminoglicani, in abbinamento alla terapia fisica, migliora i punteggi VAS in movimento e l’indice Lequesne.

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L’Osteoartrosi (OA) è una malattia degenerativa con minimi segni di infiammazione ed è una malattia progressiva le cui manifestazioni cliniche sono anomalie della struttura dell’articolazione (riscontrabili mediante imaging) ed un complesso di sintomi caratterizzato da dolore, limitazione della funzione e disabilità, con riduzione della qualità di vita.
I farmaci convenzionali per il dolore cronico, come gli analgesici, aumentano il rischio di eventi avversi. Inoltre, moltipazienti con OA sono trattati con farmaci per lunghi periodi del tempo, presentano comorbidità ed utilizzano altri farmaci per le altre malattie, che aumentano ulteriormente la probabilità di eventi avversi.

A causa di recenti problemi di sicurezza riguardanti i farmaci analgesici, i pazienti sembrano sempre più apprezzare integratori alimentari più sicuri nel trattamento a lungo termine di OA. Questi includono glucosamina e condroitin solfato.
Bio-curcumin BCM-95® è invece un estratto naturale di Curcuma longa ad alta biodisponibilità dotata di elevata attività antalgica.
Scopo di questo studio era quello di effettuare una valutazione oggettiva dell’efficacia nella riduzione del dolore e del risparmio nell’impiego di analgesici con un integratore contenente glucosamina, condroitin solfato e Bio-curcumin BCM-95® nel trattamento di pazienti con gonartrosi.

I risultati hanno mostrato che l’impiego di un integratore a base di glucosamina, condroitin solfato e Bio-curcumin BCM-95®, oltre ad evidenziare benefici effetti sulla sintomatologia, ha ridotto in maniera significativa il consumo di analgesici, con positivi effetti sulla condizione generale del paziente.

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La Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) ha elaborato le seguenti linee guida sulla definizione, sulla prevenzione e sul trattamento della carenza di vitamina D.

Sono di seguito presentati i punti salienti:

Nelle donne in gravidanza devono essere somministrati integratori di vitamina D come nelle donne non in gravidanza, ma bisogna evitare la somministrazione in bolo (es. una singola dose > 25.000 UI).

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La curcumina, una componente bioattiva presente nei rizomi della Curcuma longa (turmerico), presenta un eccezionale ampio spettro di attività, tra cui proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antitumorali, ed è attualmente studiata in diversi trial clinici per vari tipi di tumori inerenti i tessuti molli.
Tuttavia, anche se studi in vitro e in vivo hanno mostrato che la curcumina ha attività antitumorali per quasi tutti i tipi di tumori nell’uomo, la sua scarsa biodisponibilità ne limita praticamente l’applicazione. I metodi per aumentarne la biodisponibilità orale sono oggetto di questa intensa ricerca. La ricostituzione della curcumina con i componenti non curcuminoidi di turmerico, ha dimostrato di aumentare in modo sostanziale la biodisponibilità. L’obiettivo dello studio è stato quello di determinare nell’uomo la biodisponibilità di una formulazione brevettata di curcuminoidi, BCM-95® CG, in un gruppo di volontari.
La curcumina normale è stata somministrata al gruppo di controllo. Il contenuto di curcumina nel sangue è stato stimato a intervalli periodici. Dopo un periodo di washout di due settimane, i partecipanti del gruppo di controllo sono stati sottoposti a switch della terapia al trattamento dell’altro gruppo e viceversa, BCM-95® CG e curcumina, rispettivamente. Lo studio ha effettuato anche un confronto con una combinazione di curcumina-lecitina-piperina che, in studi precedenti, ha dimostrato di apportare una maggiore biodisponibilità. I risultati dello studio indicano che la biodisponibilità relativa di BCM-95® CG (Biocurcumax™) è stata di circa 6,93 volte superiore rispetto alla normale curcumina e di circa 6,3 volte superiore rispetto alla curcumina-lecitina-piperina. BCM-95® CG può essere ampliamente impiegato per il trattamento di varie malattie croniche.

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Introduzione e obiettivi: la tendinopatia, accompagnata da modifiche strutturali del tendine, è una lesione comune nello sport. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare l’efficacia e la sicurezza di un integratore alimentare contenente mucopolisaccaridi, collagene di tipo I e vitamina C (Tendoactive™) sull’evoluzione clinica e strutturale delle tendinopatie del tendine di Achille, tendine rotuleo  e il tendine dell’epicondilo laterale nel gomito.
Materiali e metodi: è stato condotto uno studio esplorativo di fase IV, multicentrico, in aperto, prospettico, non comparativo. Sono stati arruolati 98 pazienti con tendinopatia (32 del tendine di Achille, 32 rotulei e 34 con epicondilite laterale), i quali hanno ricevuto una dose giornaliera di 435 mg di mucopolisaccaridi, 75 mg di collagene di tipo I e 60 mg di vitamina C (equivalente a tre capsule di Tendoactive™ al giorno) per 90 giorni consecutivi.
Ogni mese, il dolore a riposo e in movimento è stato valutato utilizzando una scala visiva analogica (VAS), la funzione articolare è stata valutata utilizzando i questionari VISA-A, VISA-P e PRTEE, e il tendine affetto è stato esaminato con gli ultrasuoni.
Risultati: una riduzione significativa del dolore è stata osservata sia a riposo che in movimento tra la prima visita di controllo (giorno 30) e la fine dello studio (giorno 90) per tutti e tre i tipi di tendinopatia. Pertanto, al 90° giorno (p < 0,001) è stato osservato un miglioramento del 38% in VISA-A, del 46% in VISA-P e del 77% in PRTEE. Allo stesso modo, è stata osservata una diminuzione del 12% dello spessore del tendine di Achille, una diminuzione del 10% nel tendine rotuleo e una diminuzione del 20% nel tendine epicondilo laterale (p < 0,05).
Conclusioni: i risultati di questo studio mostrano che la somministrazione di Tendoactive™ è sicura ed efficace nel miglioramento dei sintomi clinici e nell’evoluzione strutturale delle tendinopatie dei tendini di Achille, rotuleo e epicondilo laterale.

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Background: glucosamina e condroitin solfato vengono utilizzati per trattare l’osteoartrosi. Lo studio GAIT (Glucosamine/chondroitin Arthritis Intervention Trial), studio multicentrico, in doppio cieco, controllato verso placebo e celecoxib, ha valutato l’efficacia e la sicurezza del trattamento del dolore al ginocchio da osteoartrosi.
Metodi: gli Autori hanno randomizzato 1.583 pazienti con osteoartrosi sintomatica del ginocchio al trattamento con 1.500 mg/die di glucosamina, 1.200 mg/die di condroitin solfato, glucosamina + condroitin solfato, 200 mg/die di celecoxib o placebo per 24 settimane. Lo studio ha consentito l’utilizzo giornaliero di acetaminofene fino a 4.000 mg, come analgesico al bisogno.
Il trattamento è stato assegnato in base alla gravità del dolore al ginocchio (lieve [N = 1.229] vs moderato-grave [N = 354]). La misura di outcome primario è stata la diminuzione del dolore al ginocchio del 20% alla 24a settimana rispetto al basale.
Risultati: l’età media dei pazienti era di 59 anni e il 64% erano donne. Nel complesso, glucosamina e condroitin solfato non sono significativamente migliori rispetto al placebo nel ridurre il dolore al ginocchio del 20%. Rispetto alla percentuale di risposta al placebo (60,1%), la percentuale di risposta alla glucosamina è risultata maggiore del 3,9% (p = 0,30), quella del condroitin solfato è risultata maggiore del 5,3% (p ​​= 0,17) mentre quella del trattamento combinato è risultata più elevata del 6,5% (p = 0,09).
La percentuale di risposta nel gruppo di controllo con celecoxib è risultata superiore del 10,0% rispetto al gruppo di controllo con placebo (p = 0,008). Per i pazienti con dolore al basale da moderato a severo, la percentuale di risposta è risultata significativamente maggiore con la terapia combinata rispetto al placebo (79,2% vs 54,3%, p = 0,002).  Gli eventi avversi sono risultati lievi, infrequenti e distribuiti uniformemente tra i gruppi.
Conclusioni: glucosamina e condroitin solfato da soli o in combinazione non hanno ridotto efficacemente il dolore nei gruppi di pazienti con osteoartrosi del ginocchio. Le analisi conoscitive suggeriscono che la combinazione glucosamina e condroitin solfato possa essere efficace nel trattamento del sottogruppo di pazienti con dolore al ginocchio da moderato a grave.

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Obiettivo: lo scopo di questo studio è stato quello di valutare la combinazione orale di glucosamina HCl, sodio condroitin solfato e ascorbato di manganese per il trattamento dell’osteoartrite (OA) del ginocchio.
Disegno dello studio: studio in doppio cieco randomizzato e controllato verso placebo. Gli Autori hanno reclutato 93 pazienti con OA del ginocchio da un unico centro. Un gruppo è stato trattato con 1.000 mg di glucosamina HCl FCHG49Y, 800 mg di sodio condroitin solfato TRH122Y a basso peso molecolare e 152 mg di ascorbato di manganese due volte al giorno (Cosamin® DS).
I pazienti sono stati valutati inizialmente e poi ogni 2 mesi per 6 mesi. L’outcome primario è stato l’indice di Lesquene per la gravità dell’osteoartrosi del ginocchio (ISK).
Risultati: i pazienti con, a livello radiologico, OA lieve o moderata (N = 72) nel gruppo che ha ricevuto la supplementazione hanno mostrato un significativo miglioramento nell’ISK a 4 e 6 mesi (rispettivamente p = 0,003 e p = 0,04). La percentuale di risposta al farmaco è risultata del 52% vs 28% ottenuto con placebo. I pazienti con osteoartrosi severa (N = 21) non hanno mostrato significativi miglioramenti nell’ISK. L’incidenza degli eventi avversi è stata del 17% nel gruppo trattato e del 19% nel gruppo placebo.
Conclusioni: la combinazione valutata di glucosamina HCl, sodio condroitin solfato e ascorbato di manganese è risultata efficace per il trattamento dell’OA lieve o moderata del ginocchio, misurata mediante ISK. Questo è il primo studio statunitense ad essere stato condotto su questi composti.

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Le raccomandazioni sull’assunzione di nutrienti e le direttive nutrizionali nazionali si sono concentrate principalmente sulla prevenzione delle malattie da deficit di breve latenza. Oggi la maggior parte delle raccomandazioni sull’assunzione di sostanze nutritive si basano solo sulla prevenzione della malattia. Tuttavia, l’inadeguata assunzione di molti nutrienti è ormai riconosciuta nel dare contributo a molte delle principali patologie croniche che colpiscono le popolazioni dei Paesi industrializzati. Spesso impiegando molti anni per manifestarsi, questi outcome di malattia dovrebbero essere considerati come malattie da carenza/deficit di lunga latenza. A volte derivano dallo stesso meccanismo fisiopatologico che sviluppa la malattia, ma a volte i meccanismi sono completamente diversi.
Sono brevemente riportati esempi ben documentati di stati di deficit sia di breve che di lunga latenza che coinvolgono il calcio e la vitamina D. Le evidenze derivate da queste sostanze nutritive vengono applicate preliminarmente all’acido folico. Considerando il ruolo completo dell’alimentazione nella lunga latenza, i disturbi multifattoriali sono probabilmente la principale sfida che la scienza della nutrizione oggi deve affrontare.
Il primo elemento di questa sfida è quello di riconoscere che l’inadeguata assunzione di specifici nutrienti può portare a più di una patologia, può determinare patologie tramite più meccanismi e potrebbero essere necessari diversi anni affinchè la patologia sia individuabile clinicamente.
Poiché l’assunzione necessaria per prevenire molti dei disturbi di lunga latenza è superiore a quella necessaria per prevenire le rispettive malattie, le raccomandazioni basate esclusivamente sulla prevenzione degli indici di malattia  non sono più biologicamente plausibili.

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I supplementi con glucosamina cloridrato, condroitin solfato a basso peso molecolare e ascorbato di manganese sono stati testati separatamente e in combinazione per valutare la loro capacità di ritardare la progressione della degenerazione cartilaginea in un modello di osteoartrosi da instabilità.(1)
Per misurare il grado e l’estensione del coinvolgimento tissutale delle lesioni è stata effettuata una valutazione istologica computerizzata quantitativa di sezioni colorate con safranina O dei condili femorali mediali.
Le lesioni gravi (grado Mankin superiore a 7) sono risultate assenti in tutti gli animali che hanno ricevuto l’integratore alimentare composto da glucosamina, condroitin solfato e manganese ascorbato. Negli animali trattati, il coinvolgimento lineare totale (mm di superficie lesionata) e il grado totale (grado medio X il numero di lesioni per animale) sono diminuiti significativamente rispetto ai controlli (59% e 74% rispettivamente). Gli animali trattati solo con glucosamina, condroitin solfato o ascorbato di manganese hanno dimostrato un minor coinvolgimento tissutale moderato e severo rispetto ai controlli, ma non come osservato nel gruppo trattato con la combinazione. In vitro, la combinazione di glucosamina cloridrato e condroitin solfato ha agito sinergicamente nel stimolare la sintesi di glicosaminoglicani (96,6%).
Condroitin solfato e ascorbato di manganese, ma non glucosamina, sono efficaci nell’inibire l’attività degli enzimi degradativi. Questi dati suggeriscono l’attività atta a modificare la storia naturale della malattia (la capacità di ritardare la progressione della degenerazione cartilaginea) del composto contenente glucosamina, condroitin solfato e manganese ascorbato è maggiore rispetto a qualsiasi componente da solo.
(1) Resezione chirurgica del LCA e LCP e del menisco mediale

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Obiettivo: il danno cumulativo ai tessuti, mediato dalle specie reattive dell’ossigeno, è considerato come un pathway che porta a molti dei cambiamenti degenerativi associati all’invecchiamento. È stato ipotizzato che l’aumentata assunzione di micronutrienti antiossidanti potrebbe essere associata ad una minore percentuale di osteoartrosi del ginocchio (OA), una patologia comunemente correlata all’età.
Metodi: i partecipanti del Framingham Osteoarthritis Cohort Study sono stati sottoposti ad analisi radiografica del ginocchio alle valutazioni 18 (1983-1985) e 22 (1992-1993). L’usuale assunzione con la dieta è stata valutata utilizzando il Food Frequency Questionnaire, somministrato alla valutazione 20 (1988-1989). La valutazione radiografica delle ginocchia è stata condotta con l’utilizzo della scala Kellgren-Lowrence (K.L.) parzialmente modificata. La presenza di OA del ginocchio era attribuita con un punteggio K.L. ≥ 2. La progressione dell’OA veniva data con un aumento del punteggio ≥ 1. Oltre al restringimento della rima articolare, le ginocchia venivano valutate per la perdita di cartilagine e la comparsa di osteofiti.
L’associazione dell’assunzione di vitamina C, betacarotene e vitamina E, classificata in terzili sesso-specifici, con l’incidenza e progressione dell’osteoartrosi è stata comparata con un panel di vitamine non antiossidanti, B1, B6, niacina e folati, utilizzando la regressione logistica e le equazioni di stima generalizzate per aggiustare la correlazione tra le ginocchia. Il terzile più basso per ciascuna esposizione alla dieta è stata utilizzata come categoria di riferimento. Gli Odds Ratio (OR) sono stati regolati per età, sesso, indice di massa corporea, cambiamento di peso, lesioni al ginocchio, attività fisica, assunzione di calorie e stato di salute.
Risultati: 640 partecipanti dello studio hanno avuto una valutazione completa. Si è valutata l’incidenza e la progressione dell’osteoartrosi in 81 e 61 ginocchia, rispettivamente. Non abbiamo trovato alcuna associazione significativa tra l’incidenza dell’OA e qualsiasi sostanza nutritiva.
Una riduzione di 3 volte del rischio di progressione di OA è stata trovata sia nei terzili centrali (OR aggiustato = 0,3, 95% intervallo di confidenza [95% IC] 0,1 – 0,8) sia nei terzili più alti  (OR aggiustato = 0,3, 95% IC 0,1- 0,6) di assunzione di vitamina C. Ciò si riferisce prevalentemente a un rischio ridotto di perdita di cartilagine (OR = 0,3, 95% IC 0,1 – 0,8). I partecipanti con elevata assunzione di vitamina C hanno anche presentato un rischio ridotto di sviluppare dolore al ginocchio (OR = 0,3, 95% IC 0,1 – 0,8). È stata osservata una riduzione del rischio di progressione OA per l’assunzione di betacarotene (OR = 0,4, 95% IC 0,2 – 0,9) e di vitamina E (OR = 0,7, 95% CI 0,3 – 1,6), anche se  meno consistente. Non sono state osservate associazioni significative per i nutrienti non antiossidanti.
Conclusioni: un’elevata assunzione di micronutrienti antiossidanti, specialmente di vitamina C, può ridurre il rischio di perdita cartilaginea e di progressione della malattia nelle persone con OA. Non è stato osservato alcun effetto degli antiossidanti sull’incidenza di OA. Questi risultati preliminari meritano una conferma.

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